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I TWINKIES: L’ORIGINE LA STORIA E LA LEGGENDA

I TWINKIES: L’ORIGINE LA STORIA E LA LEGGENDA

Un dolcetto spugnoso giallo che nasconde un ripieno di crema bianca al suo interno.

Stiamo parlando del Twinkie, la merendina di origine americana famosa in tutto il mondo come uno dei classici negli scaffali della nazione a stelle e strisce, come anche di altri paesi.

Alcuni questionano il suo sapore troppo dolce e la categorizzano come un altro dei tanti junk food che siamo abituati ad ingurgitare nelle giornate affrettate con poco tempo a disposizione per impegnarlo in snack più salutari, ma quello che sicuramente nessuno può negare è la rilevanza dominante che questa merendina dal semplice aspetto ha avuto non solo negli Stati Uniti, ma nell’immaginario collettivo mondiale dell’intera America.

LE ORIGINI

I Twinkies nascono come d’altronde nascono la maggior parte delle cose brillanti: per una convenienza che si dimostra poi un colpo di genio.

L’allora compagnia di dolci chiamata Continental Baking, che aveva già conquistato una considerevole popolarità con altri prodotti come la shortcake alla fragola della marca Hostess, si trovò intorno agli anni 20 e 30 a dover fronteggiare la fine della stagione delle fragole, e quindi l’impossibilità di utilizzare le macchine per la produzione dei dolci realizzati con questo frutto, il che influiva nei guadagni totali non apportando nessun beneficio in quei periodi di inattività.

Per ottimizzare al massimo le macchine, al pasticcere James Alexander Dewar gli venne in mente di ideare un dolcetto ripieno con una crema alla banana, utilizzando così le apparecchiature per la crema degli shortcake.

Il nome lo prese osservando un cartellone pubblicitario delle scarpe “Twinkie Toe Shoesnon volendosi sforzare troppo in creatività per un prodotto che faceva solo “da ripieno”.

Purtroppo accadde quello che da lì a poco avrebbe sconvolto la vita di mezzo mondo: la Seconda Guerra Mondiale. E con essa anche una serie di limitazioni ed indisponibilità di risorse a causa della guerra stessa.

Le banane si dimostrarono un arduo alimento da reperire in quei periodi di scontro, e quindi dovettero modificare la ricetta della crema per necessità, scambiandola con la sempre affidabile ed accessibile vaniglia, che non abbandonerà mai il mondo dei dolci.

Quando fu possibile ritornare all’originale alla banana, la versione alla vaniglia era piaciuta così tanto da sorpassare la prima e per questo la ricetta fu lasciata così, perché quando qualcosa funziona meglio lasciarla stare.

Anche se vi furono altre sperimentazioni nei gusti, la versione classica alla vaniglia assunse la sua posizione predominante sopratutto grazie alla promozione che ebbe in America con il pluripremiato e riconosciuto film King Kong (2005) con Adrien Brody, Naomi Watts e Jack Black negli iconici personaggi del film d’avventura.

LA STORIA

Per sfortuna i Twinkies, dopo la grande scalata sociale ed economica nei supermercati di tutti gli Stati d’America, ebbe una ricaduta epocale negli anni avvenire.

Fu infatti nel 2012 quando, dopo che la Hostess non riuscì a gestire l’organizzazione dell’impresa, la concorrenza e l’enorme debito che ricadeva su di essa per le nuove regolamentazioni e le spese per gli stipendi dei lavoratori che scioperavano a causa dei nuovi contratti, fu costretta a richiedere la protezione concessa per le imprese in caso di bancarotta che portò alla cessazione della produzione dei Twinkies, tra i tanti altri dolci confezionati prodotti dall’azienda.

Quello che però non prevederono fu la grande crisi che questo causò nei cuori golosi di moltissimi americani che si ritrovarono a protestare pretendendo un ritorno dei mitici dolcetti su cui ormai si era basata l’infanzia di intere generazioni, oltre che a saccheggiare in massa le ultime scorte di Twinkies ancora disponibili per poco tempo nei mercati nazionali.

Vedendo l’enorme ripercussione che questo prodotto aveva generato, la Apollo Management, impresa dedita all’investimento su aziende in difficoltà, e la Metropoulos & Co, entrambe conosciute per la rivalutazione di marche classiche americane, pagarono ben 410 milioni di dollari per poter ristabilire il brand e riorganizzare la Hostess al fine di renderla efficiente e nuovamente funzionante.

Ed è grazie a questo che nel 2013, dopo circa un anno di astinenza dal pasticcino dorato, che gli americani poterono tirare un sospiro di sollievo.

Una storia che si conclude con un bel lieto fine, dal sapore zuccherino.

LA LEGGENDA

I Twinkies non solo sono cari agli americani per la nostalgia che li riporta all’epoca della loro gioventù dove affollavano nelle merende di tutte le case, ma sono ormai anche un’ icona mondiale di riferimento del simbolo americano, sia per il questionabile tema sulla salute legato a questo prodotto dolciario, che per l’incredibile notorietà a livello cinematografico, tanto da divenire parte della cultura americana riflessa nel mondo.

Ne fa da esempio l’iconica scena del film più nostalgico di sempre che racchiude parte dell’essenza di questo paese in cui è ambientato: Ghostbusters (1984).

Lo so, vi sarà venuto spontaneo canticchiare nella mente la omonima canzoncina, ed è normale perchè ormai è un classico senza rivali della vecchia generazione impossibile da dimenticare.

E come ricorderete, anche in questo film il nostro Twinkie assume un ruolo interessante:

Egon, il nerd nel gruppo, nel tentativo di spiegare i tecnicismi scientifici ai colleghi, si avvale di un “plum cake”, nel doppiaggio italiano, come modello:

“Beh, diciamo che questo plumcake rappresenti la quantità normale di energia psicocinetica nell’area di New York. Secondo il rilevamento di stamani questo dovrebbe essere lungo dodici metri e del peso approssimativo di trecento chili.“

Al che Winston risponde con la celebre frase degna del meme : “That’s a big Twinkie” (“Un bel plum cake”).

Un altro film che fa un po’ da ricordo alla nostalgia generazionale che questo dolcetto riporta negli americani, oltre che alla crisi esistenziale della loro temporanea interruzione è Zombieland, parodia comica del genere post apocalittico, dove un gruppo di sopravvissuti si ritrova a vivere in un America infestata da zombie. In particolare uno di questi superstiti, Tallahasee (interpretato da Woody Harrelson), intraprende una sfida personale alla ricerca dei suoi amatissimi Twinkies, che per volontà del caso e per lo spirito della commedia, troverà sempre distrutti o non commestibili per la maggior parte del viaggio.

I TWINKIES NEL MONDO

Il relativamente elementare aspetto e la composizione dei Twinkies li rende ricollegabili a molti prodotti e snack di molti paesi (ci sono persino versioni simili americane come gli Zingers, che molti preferiscono per il sapore più consistente e gustoso).

Questi dolciumi, sia con il fine di riprodurre il brand nella propria versione nazionale che per affinità indiretta di alcuni prodotti conosciuti a livello locale, è possibile definirli come delle “versioni internazionali” dei Twinkie americani.

MEXICO

Trovandosi geograficamente vicini, gli Stati Uniti ed il Messico si sono da sempre scambiati le culture gastronomiche ed i sapori delle loro terre, e come lo è stato per i burrito, las tortillas e molto altro proveniente dal paese latino, l’U.S.A si è contraddistinta nell’offrire uno dei prodotti simbolo assieme alle patate fritte, all’hamburger e molti altri, con i cosiddetti “Submarinos”, ovvero la versione messicana dei Twinkies.

Inoltre, esiste sempre in Messico ma anche in Colombia, un dolcetto confezionato dal simile aspetto detto “Gansito”, nome che significherebbe letteralmente “ochetta”.

SPAGNA

Tra i vari prodotti che si assomigliano alla marca Hostess, la multinazionale messicana Grupo Bimbo in Spagna è quella che più correlazioni ha con i nostri beniamini dolciastri, anche perché esistevano rumor all’epoca che fosse una delle aziende a voler acquisire il marchio, prima che l’Apollo e la Metropoulos prendessero l’affare.

Tra i dolci popolari della tradizione spagnola, perlomeno nella sezione dolci confezionati, vi sono los Pantera Rosa, che non sono altro che la versione più similare dei Twinkies e ricoperti da una glassa di copertura rosa, dal nome del cartone animato. Molto popolari erano anche i famosi ormai spariti dal mercato Bucaneros che riportano alla decada dei 70′ nella sua copia spagnola dei Twinkies.

Assieme a questi ci sono anche los Bollycaos, ripieni di crema di cacao. Tra quelli che più vi si avvicinano ci sono sicuramente anche los Bony, dolce ripieno alla crema con uno strato di marmellata di fragole e copertura al cacao.

ITALIA

Essendo i Twinkies realizzati con pan di spagna che racchiude un cuore ripieno di una soffice crema al latte che ricorda la panna, i dolcetti più somiglianti in Italia in quanto a sapore ma non nella forma, sono le merendine della Ferreno, le Kinder Brioss, che hanno un doppio strato sottile di crema e sono rettangolari ma sopratutto i “Flauti” di Mulino Bianco con una versione con crema al latte.

FRANCIA

Per quanto riguarda la nazione francese, le Eclair o “petisús” , dolce simbolo della nazione, ricorda davvero molto ad una versione più sofisticata ed elegante dei mondani Twinkies, in tutte le sue infinite combinazioni di creme, toppings,ripieni e glasse varie.

RUSSIA e PAESI BALTICI

Fonte

Ciò che per alcuni paesi è il syrok e per altri è il kohuke (ed altri nomi complessi che non sto qui ad elencare) sono le versioni al cioccolato del tutto simili al nostro snack d’oro, con la variazione del ripieno che consiste in formaggio quark, poi unito a cacao, marmellata, vaniglia o anche alla banana come per i nostri Twinkies nella versione originale.

CURIOSITÀ SUI RINOMATI “GOLDEN CAKE”

Il twinkie è passato per momenti bizzari ed aneddoti davvero curiosi data la sua reputazione come simbolo americano nel mondo.

Oltre al meme relativo a Ghostbusters, ce ne sono due che lo hanno segnato particolarmente come elemento influente nella cultura del paese.

L’ETERNITÀ DEI TWINKIES

Nella sua natura zuccherina e cremosa, questo dolce possiede presuntamente delle proprietà che lo renderebbero immuni alla caducità che invece gli altri prodotti possiedono.

Questo lo ha reso un facile obbiettivo di scherzi relativi a questa sua “leggendaria abilità”, tanto da renderlo uno dei miti più conosciuti su questo prodotto.

Dato che questi prodotti dolciari non hanno scadenza definita sulla confezione, si dice che possano durare per decadi intere senza corrompersi o deteriorarsi, e se lasciati nell’involucro di plastica protettivo possono arrivare persino a 50 anni! O Almeno questo è ciò che il mito ci racconta.

Non so voi, ma il fatto che questi dolcetti non si decompongano facilmente, non è proprio qualcosa di cui andarne contenti perché significa che il contenuto di conservanti artificiali di cui è composto e le quantità di componenti chimici tale da donargli l’immortalità è altamente elevato e quindi poco sano…ma alla fine che vuoi che ci importi se da questo ne abbiamo ricavato uno dei riferimenti culturali più spassosi di sempre!

Infatti, nel film dedicato all’antieroe infernale Ghost Rider: Spirito di Vendetta, c’è una scena nel quale il cattivo Carrigan, il quale possiede poteri di decomposizione, cerca qualcosa da mangiare. Nell’afferrare una mela e poi un sandwich, entrambi cominciano a putrefarsi all’instante nelle sue mani a causa del suo dono, ma quando tocca un Twinkie, esso rimane intatto ed immune al suo potere, permettendogli di mangiarlo con soddisfazione.

LA DIFESA TWINKIE

C’è da dire però che questi morbidi plum cake non hanno, come invece si poteva pensare, un’assoluta ed encomiabile fama nell’opinione pubblica.

In realtà i Twinkies hanno un lato “oscuro” che ancora risiede nella mente di molti americani e fanatici di questo dolce.

Sto parlando di una delle manovre legali ufficiose conosciute per la poca credibilità della stessa, in una maniera comica e spregiativa, definita come “la Difesa Twinkie”.

Nel processo di accusa contro Dan White accusato di omicidio colposo, la difesa di White si impose nell’affermare che la depressione che aveva causato l’uccisione del sindaco di San Francisco ed del supervisore, era scaturita dall’assunzione di forti quantità di zucchero tramite cibo spazzatura, nei quali venne citato anche il malaugurato Twinkie.

Anche se la difesa non si soffermò solo su questo aspetto per formulare l’arringa e tanto meno definì lo snack come causante delle azioni del suo cliente, a causa di un giornalista vispo nei titoli, fu denominata La Difesa Twinkie, il che portò alla sua rapida popolarità e con esso la disinformazione sul caso per la gente comune.

Purtroppo l’aggravante quantità eccessiva di zucchero presente in questi prodotti confezionati portò l’infame dolcetto ad assumere il “peso”, erroneamente attribuito dalla gente, di un processo con poche possibilità di risoluzione positive. Di fatto, fu accusato di omicidio preterintenzionale, ancorando ulteriormente il simpatico stigma al dolce.

Hmm… sembra un po’ seriotto come finale, non credete anche voi?

Vediamo di rallegrarlo un po’ con questa deliziosa foto.

Molto meglio 🙂

E voi che ne pensate dei Twinkies, li avete mai provati? Se volete, potete dircelo nella sezione commenti qui sotto, e se vi è piaciuto l’articolo, potete considerare di condividerlo con chi volete. Lo apprezziamo molto!

Fonte immagine di copertina

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